giovedì 16 giugno 2011

MANIFESTAZIONE DI FRONTE AL TAR 16-GIUGNO 2011








16 giugno ’11

 Questa mattina alle ore 09.00 in via dei Mille a Sturla di fronte ai cancelli del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) Liguria, si è svolta da parte di un nutrito numero recchesi una civilissima manifestazione indetta dall’Associazione Golfo Paradiso un bene comune – vergögna.

Il motivo di questa iniziativa è che proprio oggi gli avvocati Francesco Boetto, che insieme all’avvocato Edvige Fanin che ricordiamo gratuitamente patrocinano la nostra causa avevano in calendario una  udienza al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) un’udienza non funzionale alla decisione del ricorso ma solo all’istanza di misura cautelare di sospensione.  

Per questa ragione abbiano ritenuto essere presenti al fianco di chi ci rappresenta, e di fronte a chi pensa che rivendicare un diritto con democrazia e solidarietà sia solo un’utopia.
R.P.                                                                                                                                                 

sabato 11 giugno 2011

Le promesse "da Marinaio" di Montaldo

Le promesse "da marinaio" di Montaldo
Giovedi 9 giugno ha chiuso i battenti un altro ambulatorio a Recco, quello di ortopedia, da ora in poi per una visita specialistica ortopedica si deve partire alla volta di Genova e andare ad ingrossare le grosse liste d'attesa della capitale, talmente lunghe che, anche a Villa Scassi, dove sono finiti tutti gli ortopedici che lavoravano al Sant'Antonio, non si fanno più visite protesiche ma solo i traumatizzati. Questo disagio che sta diventando di dimensioni esponenziali e si ripercuote ovviamente sugli anziani che non hanno più la possibilità di avere, come è loro diritto, una visita specialistica ortopedica pagata dal sistema sanitario nazionale, ma devono per forza pagare una visita in studio e privatamente andare poi in qualche clinica a fare ciò che fino a tre mesi fa si faceva egregiamente in ospedale a Recco.
Il disagio e la mancata attuazione della famosa "casa di salute" si avverte anche per la mancata  attivazione dell'apertura di un ambulatorio di medicina generale, quasi di vitale importanza in un territorio formato da ultra sessantacinquenni, ma non è finita: in stand by c'è anche l'ambulatorio di cardiologia le cui prenotazioni vengono procrastinate a data da definirsi. Mancano i fondi, nonostante l'ospedale di Recco fosse in attivo e rendesse bene è stato chiuso, la sanità nel Levante è in caduta libera, la ASL 3 paga fior di rimborsi alle varie Croci verdi, il rimborso è a chilometraggio che si è decuplicato nel trasferire tutti i malati a Ponente aumentando così la spesa pubblica  e causando disagi su tutti i fronti: affollamento nei nosocomi, nelle strade, nei malati che affrontano nell'incertezza i trasferimenti. La domanda che l'associazione Golfo Paradiso, un bene comune - Vergögna si pone è: cui prodest? Il ritorno d'immagine verso il PD di cui la giunta Burlando e Montaldo fanno parte è denigrante, anzichè tutelare i cittadini e le fasce deboli della popolazione si è preferito avvallare con la falsa scusa del risparmio, progetti di future privatizzazioni in favore di nomi importanti della sanità genovese che, anche se a volte di ispirazione avversa alla giunta regionale, hanno volentieri sostenuto Burlando nella campagna elettorale. Tante e troppe sono state le promesse che oggi, purtroppo, hanno il vago sapore di quelle "dei marinai". L'associazione Golfo Paradiso, un bene comune - Vergögna, giovedì 16, in occasione dell'apertura dell'esame del proprio ricorso al TAR organizzerà una manifestazione pacifica di fronte alla sede del TAR per sostenere dall'esterno i propri legali che ricordiamo patrocinano gratutitamente la causa.
V.P.

venerdì 10 giugno 2011

LAVORO E SICUREZZA SUL LAVORO



Potrà sembrare uno scenario da terzo mondo o da catastrofe appena superata, invece è una buca con misure da piscina olimpionica nel bel mezzo della strada interna dell’ex ospedale psichiatrico di quarto, la quale campeggia lì immobile e sempre più deteriorata da diversi anni
Questa buca, è il frutto della dismissione e smantellamento di altrettanti enormi serbatoi utilizzati per il combustibile, gasolio, necessario a far funzionare le caldaie per produrre acqua calda e riscaldamento ora non più utilizzatein quanto le caldaie per la stesso impiego utilizzano un altro tipo di comburente.
Detto questo, risulta che in materia di sicurezza sul lavoro ci siano delle ben precise norme, ovvero:
Sicurezza in cantiere
È necessario sapere che il committente di un lavoro edile ha la responsabilità della sicurezza nei cantieri. E i lavori in ASL 3 Genovese sono in affido a commitenti, e in proposito"Confedilizia Notizie" il notiziario mensile edito dalla Confedilizia, nel numero di ottobre 2001, ha pubblicato un interessante articolo sulla sicurezza nei cantieri edili, elencando una serie di obblighi che di seguito sono elencati, ai quali i il committente dei lavori deve attenersi quando decide di fare eseguire un lavoro, per effetto del decreto legislativo n. 494 del 18/08/1996. Chi è il committente? Di solito il proprietario di casa se si tratta di abitazioni oppure nel caso della ASL che è struttura pubblica il committente è il Direttore Generale o chi ne ha le veci.Obblighi:

Prima di fare iniziare i lavori, bisogna far fare mente locale e chiedersii quali sono le misure di sicurezza da prendere, questo diciamo che è il minimo che chiunque, anche il più sprovveduto degli addetti ai lavori dovrebbe fare.
Bisogna pensare alla durata dei lavori in modo da pianificare gli interventi di sicurezza
Nel cantiere dove è prevista la presenza di più imprese, si deve nominare un coordinatore per la progettazione in due casi:
quando nel cantiere l'entità dei lavori è pari o superiore ai 200 uomini/giorno
 quando i lavori comportano rischi particolari individuati in un apposito elenco.
Si deve verificare l'idoneità tecnico professionale delle imprese esecutrici dei lavori e verificare che siano iscritte alla Camera di Commercio. Mentre nei cantieri spesso anche quelli in cui il committente è un soggetto pubblico, entrano ed escono lavoratori senza alcun controllo.
Si deve chiedere alle imprese informazioni sui contratti collettivi applicati e farti firmare una dichiarazione circa il rispetto degli obblighi assicurativi e previdenziali.
Si deve comunicare alle imprese esecutrici e ai lavoratori autonomi i nominativi dei coordinatori designati per la sicurezza e verificare che i loro nomi sia scritti in modo ben visibile all'ingresso del cantiere in un apposito cartello.
queste le sanzioni.......
Arresto da 3 a 6 mesi oppure multa da 3 a 8 milioni, se ometti di fare la determinazione delle fasi di lavoro che si devono svolgere e della loro durata.
Arresto da 3 a 6 mesi oppure multa da 3 a 8 milioni, se ometti di designare il coordinatore per la progettazione ed esecuzione dei lavori, quando previsti.
Arresto da 2 a 4 mesi oppure multa da 1 a 5 milioni, per la mancata verifica dell'idoneità dell'impresa con richiesta di iscrizione alla Camera di Commercio.
Sanzione amministrativa da 1 a 6 milioni per la mancata trasmissione, prima dell'inizio dei lavori, della notifica all'ASL e alla Direzione del lavoro.
Sanzione amministrativa da 1 a 6 milioni per la mancata trasmissione alle imprese del piano di sicurezza.
Arresto da 3 a 6 mesi o multa da tre a otto milioni per la mancato verifica dell'adempimento degli obblighi richiesti ai coordinatori relativamente redazione del piano, del fascicolo e della loro corretta applicazione.
R.P.





martedì 7 giugno 2011





NOTIZIE FLASH:



           Come tutti sapranno il nostro movimento “vergÖgna” si è da poco costituito in un comitato, il comitato GOLFO PARADISO UN BENE COMUNE (ex movimento vergÖgna).



Questa evoluzione naturale è stata necessaria per poter proseguire nella nostra lotta contro la chiusura dell’ospedale di Recco il S.Antonio, infatti essendo oggi “l’ex movimento vergÖgna” costituitosi in  un comitato, il comitato GOLFO PARADISO UN BENE COMUNE, il quale direttivo rappresenta una foltissima comunità, a questo direttivo  è affidata l’autorità di studiare, trattare, sorvegliare e dirigere il percorso del comitato e di rappresentarlo in ogni sede giuridica legittima, mantenendo l’obbiettivo di ottenere una struttura sanitaria capace di rispondere alle esigenze di un paese come  Recco ma non solo per Recco ma anche per tutto il Golfo Paradiso, esattamente come era prima del 23 marzo del 2011.



Se qualche Rechelino pensa che ciò che stiamo facendo sia inutile o addirittura eccessivo, bene si sbaglia di grosso, e si sbaglia per due motivi essenzialmente.



Il primo è che comunque vadano le cose il ricorso al TAR(che è stato depositato alcuni giorni or sono), ha dimostrato a tutti  coloro che  pensano che Recco sia solo la città gastronomica per eccellenza, che non è proprio così. Recco ed i Recchesi sono anche capaci di organizzarsi e di combattere per le giuste cause, e la chiusura dell’ospedale di Recco lo è senza ombra di dubbio una giusta causa.



Il secondo è che abbiamo promesso ad oltre 7000 persone firmatarie di questa azione al TAR, contro la chiusura dell’ospedale di Recco, che saremmo andati sino in fondo senza ma e senza se, e che piaccia o no’ così sarà.


                                             
                                            

          
    
                                               Comitato
                                                      GOLFO PARADISO UN BENE COMUNE
                                   ex movimento” VergÖgna”
                                                PIAZZALE OLIMPIA 32 c/o LIONS


Riconquistiamoci un diritto

ARTICOLO 32 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA:


“ La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti”…….

Noi combatteremo perché questo diritto di ogni cittadino sia salvaguardato, e perché a Recco ritorni un polo sanitario degno di questo nome.

venerdì 20 maggio 2011


Genova, 20 maggio 2011

In Liguria e soprattutto a Genova, gli sprechi nella sanità pubblica costringono a tagli inaccettabili, come quelli cui ultimamente abbiamo assistito, leggi la chiusura dell’ospedale S. Antonio di Recco, ma non solo.

Nella nostra regione, si risparmia anche sull'emergenza e anche, sulla salute dei cittadini, infatti, sono sempre meno gli ospedali, e quelli che ci sono, sono hanno pronto soccorso completamente intasati, tanto da far pensare che, chi arriva purtroppo in un pronto soccorso ospedaliero Genovese, con un codice verde potrebbe nel tempo variare di colore, diventare rosso dovuto al protrarsi dell’attesa per una prima diagnosi, infatti, l’attesa mediamente di una visita è di 12/24 ore per un codice verde, figuriamoci se malauguratamente fosse giallo!

Quindi il risparmio in sanità porta a questo paradosso, ma non è proprio tutto vero, ci sono alcune realtà di nicchia nella sanità pubblica genovese che godono nonostante tutto, ancora di ottime risorse economiche.

La fotografia in alto lo dimostra: è una struttura progettata e costruita da poco tempo all’interno dell’ex ospedale psichiatrico di Genova Quarto, questa struttura è dovuta alla cartolarizzazione (vendita) dei beni immobili di proprietà della ASL3 “Genovese”, di cui  buona  parte di questi beni immobili sono stati acquistati da Valcomp S.p.A.

Per meglio capire: Al fine di consentire il passaggio dal nuovo varco d’entrata dell’ospedale psichiatrico (il vecchio varco è nella proprietà ceduta a Valcomp), dei dipendenti e degli utenti, ai locali ancora di proprietà dell’ASL 3”Genovese” è stata realizzata la struttura di cui sopra per la modica cifra di 173.370,70€…! . Una spesa che a dir poco sembrerebbe aun po’ eccessiva, ma comunque….

 purtroppo le sorprese di  questo tipo non mancano: tempo fa fu fatta una gara d’appalto per la fornitura di garze, le garze come ben sappiamo sono indispensabili in ogni punto sanitario; bene, queste garze di recente appalto della ASL3, nel momento in cui vengono sterilizzate in autoclave cambiano colore, da bianche diventano gialle, e quindi inutilizzabili, scienziati di indubbia fama locale stanno tentando di dare una risposta al fenomeno, forse sarà perché esse provengono dalla Cina e quindi per definizione gialle.

            Altra domanda che sale spontanea a proposito di sprechi è quella che riguarda la ristrutturazione di stabili della ASL 3 “Genovese”, che poi una volta ristrutturati con costi enormi sostenuti dalla ASL3, quindi da tutti i cittadini Genovesi, vengono alienati, venduti,  come ad esempio i costi sostenuti per la messa a norma di tutta la parte antincendio dell’ospedale di Bus alla e di Recco che come sappiamo purtroppo sono stati chiusi, ma anche qui una spiegazione potrebbe esserci, forse non tutti sanno che a fronte di opere edili nella Pubblica Amministrazione, vedi liquidazione dell’incentivo alla progettazione, previsto dall’art. 92, c. 5 del DLgs 163/06, che significa che coloro, dipendenti pubblici, che hanno  partecipato a diverso titolo e con responsabilità diverse al progetto di ristrutturazione edile , hanno diritto ad un incentivo, a questo punto sorge spontaneo domandarsi se “certi” progetti sono solo il frutto di logica legata ad un incentivo o se invece sono di una reale utilità, come gli 8 milioni di € spesi pochi anni or sono per ristrutturare l’ospedale S. Antonio di Recco,  anche perché risulta che molti progetti iniziati da alcune unità operative competenti della ASL3, abbiano proposto i lavori di ristrutturazione con un piano di spesa molto contenuto, ma che poi per poter ultimare tali piani di ristrutturazione abbiano dovuto ricorrere all’aiuto di altre unità operative non coinvolte nel progetto, in pratica dichiaro un progetto realizzabile con cifre basse prendo gli incentivi e poi dico a qualcun altro di finirlo perché i soldi messi a disposizione sono finiti, i soldi del progetto ovviamente non sono condivisi.

            Altro grande risultato volto al risparmio è certamente la scelta dell’ASL3”genovese”di adottare pannelli fotovoltaici per produrre corrente elettrica autonomamente, così da risparmiare nelle bollette di Enel e anzi, forse vendere l’eccesso di corrente all’ente erogatore di energia.

Tale progetto è stato promosso e messo in opera diverso tempo fa, primo tra tutti ad averne i benefici è stato l’Istituto Doria, a Struppa, peccato che a lavori terminati, quindi con la messa in opera dei pannelli solari, l’impianto non funziona, non funziona semplicemente perché esso non è stato messo in rete quindi collegato . Gran bel risparmio!!!

            Altro progetto obiettivo fatto all’insegna della riorganizzazione funzionale e funzionante è stato quello di proporre che  i codici bianchi!!! fossero accolti nel Palazzo della Salute di Fiumara, in via degli Operai 80, Ge Cornigliano, chiudiamo gli ospedali e pretendiamo di mandare l’utenza in ambulatori sul territorio non attrezzati dal punto di vista logistico e gestionale, con personale medico ed infermieristico legato a turni giornalieri, 7/8 del mattino 14/15 del pomeriggio, ciò significa che ammesso e non concesso che ci siano le strutture idonee ed il personale sufficiente se una persona si sente male alle 15.30 và in un pronto soccorso!!!

 Ma forse il motivo di tale proposta apparentemente bizzarra a dir poco si trova, anzi senz’altro c’è, ed è nelle diverse centinaia di migliaia di euro che accompagnano tale “proposta”

Infatti, se tutto fosse andato liscio come sperava qualcuno, tale progetto sarebbe diventato magicamente un progetto obiettivo aziendale e quindi corredato anch’esso come tanti altri lo sono stati in passato, di riconoscimenti economici dedicati agli attori principali una volta realizzato il programma.

            Sembra comunque che un risparmio ci sia stato in ASL3, ma solo a beneficio di alcuni, infatti, certuni hanno risparmiato sulla ristrutturazione del bagno, e tutti noi aimè sappiamo quanto costa, altri sul riscaldamento autonomo, anche qui i costi di una calderina sono oggi giorno veramente alti, e non ultimo coloro che hanno risparmiato sull’impianto elettrico e relative  luci adatte per  l’illuminazione da esterni.

(R.P.)

           

 




Associazione ed organigramma

Ieri sera a Recco si è tenuta la votazione a scrutinio segreto per la costituzione dell'organigramma dell'associazione no profit di promozione sociale Gofo Paradiso: un bene comune - "Vergögna" nata dal Comitato spontaneo contro la chiusura dell'ospedale di Recco.
Tale associazione ha per scopo la  riapertura del Pronto Intervento con i suoi reparti e seguire attentamente i problemi del Golfo Paradiso in materia di salute e qualità della vita dei cittadini.
L'organigramma è formato dalle seguenti persone: Giovanna Coppelli, Valeria Podestà, Ippolita Viacava, Gabriella Gianelli, Eva Ianetzki, Giovanni Maria Cantore, Riccardo Pruzzo.
Ricordando la apartiticità dell'associazione, continuiamo ad accogliere soci al costo di 1€. E' possibile iscriversi presso il banchetto sito in piazza del Comune di Recco. La presenza di tale banchetto continuerà anche nei prossimi giorni sempre per informare la cittadinanza sulle iniziative e sull'andamento della causa di ricorso al T.A.R.; rammentiamo l'utilità del ricorso come unico strumento legale ed efficace per poter avere la speranza della riapertura del Pronto Intervento e dei reparti dell'ospedale di Recco, infatti, se il nostro ricorso dovesse essere accolto comporterebbe un ritorno allo status quo anteriore al 23/03/2011 e ritornerebbe valida la penultima delibera di agosto che sanciva la chiusura del plesso ospedaliero.
In quel caso si potrebbero configurare diverse possibilità legali che vanno dall'impugnazione di quella delibera alla proposta di un nuovo assetto per l'ospedale di Recco, non si perderebbero di certo gli ambulatori già presenti sul territorio anche prima della chiusura dell'ospedale, ricordiamo che i sinonimi usati quale piastra ambulatoriale e casa di salute stanno solo ad indicare il trasloco degli ambulatori nella sede dell'ospedale, nel trasferimento se ne è persi diversi importantissimi per la popolazione anziana di cui è costituito il nostro territorio come medicina, ipertensione, diabetologia, allergologia, monitoraggio pressorio, pneumologia, osteoporosi.
La costituzione del'associazione permette di avere una rappresentanza legale di tutti i cittadini che hanno aderito sia al ricorso al T.A.R. che alle firme contro la chiusura (quasi 7000 in tutto!).
L'associazione si farà portavoce di tutte le situazioni di disagio riferite alla salute del cittadino e allo sperpero di denaro pubblico, come l'installazione di pochi mesi fa dei pannelli di produzione di acqua calda sulla palazzina di via Pisa che chiuderà i battenti tra poco, ci si domanda che utilità avesse installare dei pannelli su un edificio che andrà totalmente ristrutturato e perchè non scegliere i fotovoltaici per la produzione di energia elettrica ma installare quelli per produrre acqua calda in ambulatori dove al massimo ci si lavava le mani e le spese d'installazione vengono amortizzate in anni di servizio?
Chiunque abbia qualcosa da segnalare può scriverci o contattarci, provata la fondatezza della segnalazione, provvederemo alla sua divulgazione.
Valeria Podestà

lunedì 16 maggio 2011

RICORSO DEPOSITATO!!

Il Comitato contro la chiusura dell'ospedale di Recco comunica che questa mattina gli avvocati Boetto e Fanin hanno depositato il ricorso contro la delibera della Regione Liguria, contemporaneamente la futura associazione, che conta già più di trecento iscritti fra cui il sindaco di Recco in qualità di privato cittadino, ha ricevuto, a titolo gratuito, dal Lyons Golfo Paradiso, la possibilità di fissare la propria sede a Recco in piazzale Olimpia 32.
Presso questa sede sarà possibile iscriversi, oltre che presso il banchetto in piazza del Comune, alla futura associazione no profit di promozione sociale e raccogliere informazioni sull'andamento del ricorso e le varie iniziative dell'associazione stessa.
Giovedì 19 alle ore 21, a Recco in via Milano 14c si terrà la prima assemblea costituente dove si costituirà l'organigramma della futura associazione alla quale tutti gli iscritti e i partecipanti al comitato possono partecipare. E' nostra volontà ricordare alla cittadinanza che il ricorso al T.A.R. non compromette l'apertura degli ambulatori, peraltro già presenti prima del 23 marzo sul territorio, ma blocca la chiusura del Pronto Intervento e il trasferimento dei reparti a Villa Scassi. L'adesione al nostro ricorso è un segno ben chiaro di volontà di cambiamento della gestione della cosa pubblica, il Comitato come la futura associazione, rivendica la propria vocazione apartitica infatti nell'organigramma non potranno essere incluse persone iscritte a partiti che potranno comunque partecipare alla vita dell'associazione e alle varie iniziative.
V.P.

venerdì 13 maggio 2011

Tagli &Traslochi

Il Comitato contro la chiusura dell'ospedale di Recco ha iniziato a raccogliere le iscrizioni, già più di 100 in poche ore, e le candidature per formare l'organigramma dell'associazione no profit Golfo Paradiso: un bene comune “Vergögna.
Ricorda alla cittadinanza che il ricorso al T.A.R. non comporterà la chiusura di nessun ambulatorio, come spesso è stato paventato, ma, in caso di accoglimento, comporterà il ripristino dei servizi così come erano prima del fatidico 23 marzo con la riapertura del Pronto Intervento sulle 24 con medico sempre presente e i reparti di medicina e ortopedia.
A questo proposito si vuole specificare che la “casa della salute” prevista dall'attuazione della delibera impugnata altro non è che la dislocazione di tutti gli ambulatori già presenti sul territorio all'interno dell'ospedale S.Antonio, con, purtroppo, la perdita di alcuni ambulatori, vale a dire che rimarranno l'ambulatorio di radiologia, diabetologia, ambulatori chirurgici, otorino, oculistica, dermatologia, neurologia, ginecologia,urologia, dentistico.
Nel trasloco si perderanno ortopedia e cardiologia che andranno ad esaurire nel mese di maggio le visite per poi essere spostate a Villa Scassi; dopo il 23 marzo si è già perso: medicina generale, ipertensione,monitoraggio pressorio, osteoporosi, M.O.C., allergologia, pneumologia.
Anche il fatidico presidio infermieristico altro non è che l'ambulatorio infermieristico, già esistente in via Pisa, che verrà anch'esso trasferito all'interno dell'ospedale ma con le stesse mansioni che nulla hanno a che vedere con il Pronto Intervento che rimane affidato al 118 e all'auto medica.
Il panorama per la salute nel Golfo Paradiso è tutt'altro che roseo, oltre alla perdita dell'ospedale tra un po' perderemo anche la struttura di via Pisa.
Questa politica basata su tagli e traslochi camuffati da promesse non soddisfa sicuramente le aspettative di una cittadinanza che giustamente s'indigna e reclama una sanità degna di un paese civile, il Comitato “Vergögna” con la sua trasformazione in associazione no profit si vuole fare portavoce di tale indignazione, il presidente pro-tempore ha firmato anche a nome di coloro che hanno posto la propria firma ma non l'hanno potuta autenticare.
Settemila firme raccolte in tre settimane contro tali politiche sono un segnale chiaro e netto, a poco servono le polemiche e le divergenze di veduta, settemila cittadini hanno riposto la loro fiducia nel nostro movimento ed è un nostro preciso compito portare avanti, con energia e determinazione l'incarico che ci hanno affidato.
I cittadini possono leggere tutti i nostri comunicati sul blog: comitato-osa.blogspot.com o presso il banchetto in piazza del comune a Recco dove è anche possibile iscriversi, al costo di un euro, alla futura associazione.
Il Comitato “Vergögna” a.p.s. Golfo Paradiso:un bene comune
Valeria Podestà

martedì 10 maggio 2011

Comunicato Stampa
Ieri sera si è svolta l'Assemblea del Comitato contro la chiusura dell'ospedale di Recco "Vergogna". Si è deciso di procedere alla costituzione di un'associazione di promozione sociale denominata Golfo Paradiso: un bene comune. "Vergogna". Allo scopo si pubblicherà un volantino informativo alla cittadinanza e si raccoglieranno le iscrizioni e/o candidature presso i banchetti in piazza del Comune e davanti all'ospedale di Recco.
Si è deciso inoltre di manifestare a Recco questa mattina, tramite il posizionamento di striscioni lungo il percorso cittadino del giro d'Italia, i manifestanti, numerosi, erano listati a lutto in segno di solidarietà verso lo scomparso ciclista belga.
VOLANTINO 

INFORMAZIONI ALLA CITTADINANZA


IL COMITATO CONTRO LA CHIUSURA DELL'OSPEDALE DI RECCO “VERGOGNA” HA DECISO DI UNIRSI IN UN' ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE, CHIAMATA A.P.S. GOLFO PARADISO: UN BENE COMUNE. “VERGOGNA”


CHI SIAMO:

CITTADINI DEL GOLFO PARADISO: artigiani, commercianti, dipendenti pubblici e privati, liberi professionisti, casalinghe, pensionati, studenti.


COSA CHIEDIAMO:

- La riapertura del Pronto Intervento e dell'ospedale di Recco con i suoi reparti.
- Maggiore attenzione per i problemi del Golfo Paradiso in materia di salute e
miglioramento della qualità della vita dei cittadini.


COME LO CHIEDIAMO:

Con il ricorso al T.A.R. firmato da più di 1650 persone, con le iniziative pacifiche e democratiche con le manifestazioni per sensibilizzare l'opinione pubblica e la cittadinanza.


PERCHE' ABBIAMO CHIESTO TANTE FIRME?

Il ricorso al T.A.R. Lo può fare un solo cittadino o tanti cittadini, non è per suddividere la spesa ma per far capire ai giudici e ai nostri politici che sono tanti i cittadini (più di 7000 persone) che non sono d'accordo sui tagli, non credono alle promesse mai mantenute, sono stufi di corruzione, chiacchiere, privatizzazioni eseguite con i soldi pubblici, sprechi e favoritismi.

PERCHE' VERGOGNA?

Vergogna è il nostro urlo, è l'urlo dell'indignazione della gente che lavora o che per anni ha lavorato, la gente comune che non ha amici potenti e che ha bisogno di una sanità dignitosa ed efficiente come si conviene ad un paese civilizzato. Le attese di giorni su una barella lontano da casa sono solo un esempio d'indecenza nel servizio attualmente fornito che funzionava perfettamente prima che i politici volessero metterci mano per privatizzare facendo finta di risparmiare.

CHI VUOLE ISCRIVERSI E/O CANDIDARSI NELL'ASSOCIAZIONE “GOLFO PARADISO UN BENE COMUNE” SI REGISTRI PRESSO I BANCHETTI PRESENTI IN PIAZZA DEL COMUNE O DI FRONTE ALL'OSPEDALE A RECCO.

IL 19/05/2011 ALLE ORE 21.00 SI TERRA' PRESSO LA SEDE “ASSOCIAZIONE NAZIONALE COMBATTENTI”, VIA MILANO cancello, A RECCO, L'ASSEMBLEA COSTITUENTE CON ELEZIONE DEI CANDIDATI ISCRITTI.

A.P.S. GOLFO PARADISO UN BENE COMUNE. “ VERGOGNA!”
RISPONDIAMO PUBBLICAMENTE A QUANTO APPARSO  NEL QUOTIDIANO “LEVANTE NEWS” DEL 9/05/2011, A PROPOSITO DI UN ARTICOLO INTITOLATO “DUE COMITATI E IL MISTERO DELLE FIRME”.

RISPONDIAMO A TALE ARTICOLO ANCHE PER NON FAR SENTIRE TROPPO SOLI I LETTORI CHE FORSE COME NOI  RIMASTI SBIGOTTITI DALLE NOTIZIE APPARSE IN TALE TRAFILETTO DI GIORNALE, E QUINDI CORRE L’OBBLIGO DI CHIARIRE OGNI EVENTUALE ECQUIVOCO O ANOMALIA, PER USARE UN EUFEMISMO.

RITENIAMO CHE LE FIRME RACCOLTE E IL LORO GRANDE SIGNIFICATO DI FIDUCIA DELEGATA NON POSSANO E NON DEBBANO APPARTENERE A NESSUNA POTESTA’,A NESSUN COLORE POLITICO, A NESSUNA DEMAGOGIA, L’UNICA POTESTA’ E’ QUELLA DI CHI VUOLE CON CORAGGIO OPPORSI AD UNA INGIUSTIZIA ATTRAVERSO LA LEGGE E LA DEMOCRAZIA. TALI FIRME NON SONO CERTO ATTRIUIBILI SOLO A CHI MANIFESTAMENTE HA VOLUTO O VOLEVA ATTRAVERSO GESTI POCO CREDIBILI E PSEUDOECLATANTI SOLLECITARE CURIOSITA’ E CONSENSO SALTANDO UN PASTO E FACENDO AL PIU’PRESTO MERENDA.

PENSARE QUEL CHE PENSANO COLORO CHE INSISTONO IN UNA POCO APPASSIONATA DISTRIBA CHE COMUNQUE  HA VISTO UNA NETTA MAGGIORANZA DEL COMITATO CONTRO LA CHIUSURA DELL’OSPEDALE DI RECCO VOTARE PER IL RICORSO AL TAR E UNA MINORANZA A DIR POCO RISIBILE OPPORSI, A QUESTA MINORANZA DICIAMO CHE IL LORO PENSIERO E’ UN DIRITTO, PECCATO CHE SIA ANCHE LEGATO ALLA LORO INTOLLERANZA, COSA CHE A NOI, QUELLI DELLA MAGGIORANZA, NON PIACE E NON APPASSIONA.

PER QUELLO CHE CONCERNE REGIONE, SINDACO, CORTIGIANI E CORTIGIANE DEL MOMENTO, NON RISULTA CHE QUESTI ULTIMI ABBIANO FATTO ALCUNA BATTAGLIA PER L’OSPEDALE DI RECCO, FECERO A SUO TEMPO UNA PALLIDA PRESENZA INSIEME A ALTRI SINDACI DEGLI 7 COMUNI DEL GOLFO PARADISO PIU’ PER TASTARE TERRENO CHE PER CONVINZIONE. INFATTI NELL’ELENCO DELLE FIRME (OLTRE 7000) NON COMPAIONO I LORO NOMI, NEMMENO QUELLI DELLE LORO MOGLI O FIGLI/E.

ARRIVIAMO ORA A QUELLO CHE QUESTE PSEUDO PASIONARIE DICHIARANO IN MERITO ALLA TUTELA ESSENZIALE DEI CITTADINI, AL DI LA’ DEL FATTO CHE RISULTA CHIARO E TRASPARENTE, CHE LE FIRME SONO STATE RACCOLTE ASSIEME ALLE OFFERTE VOLONTARIE PER RICORRERE AL TAR CONTRO UNA SCELTA INFELICE E IMPOPOLARE DELLA REGIONE LIGURIA, QUELLA CHE RIGUARDA LA CHIUSURA DELL’OSPEDALE DI RECCO, E NON CERTO PER ALTRE FORME NON BENE IDENTIFICABILI DI PROTESTA FINE A SE STESSA, ED IN ULTIMO MA NON ULTIMO, COLORO CHE FANNO, HANNO FATTO, O FARANNO SINDACATO SONO LE STESSE PERSONE CHE PERMETTONO, HANNO PERMESSO, E SPERIAMO PERMETTERANNO A QUELLE PERSONE DI QUALUNQUE OPINIONE DI ESPRIMERSI IN LIBERTA’ E NELLA DEMOCRAZIA PIU’ ASSOLUTA, RIBADIAMO A TALE PROPOSITO CHE  LE DISCRIMINAZIONI DI OGNI TIPO SONO IL FRUTTO DELLA MIOPIA E DELLA IGNORANZA PIU’ PROFONDA DI CHI LE PROFESSA.
R.P.


sabato 7 maggio 2011

Il giro d'Italia

Il Comitato contro la chiusura dell'ospedale di Recco ha festeggiato ieri sera con una cena autofinanziata, presso il ristorante Manuelina, il raggiungimento di 7000 adesioni e quasi 1700 firmatari per il ricorso al T.A.R.
In quell'occasione si è festeggiato anche il 66^  anniversario di matrimonio di nonna Rosa e nonno Franco, che sin dall'inizio hanno partecipato attivamente a tutte le iniziative e alle manifestazioni del Comitato.
Tali iniziative continueranno sempre in modo pacifico e democratico, non intendiamo intralciare nessuna manifestazione sportiva a livello nazionale che poco ha a che fare con le problematiche sanitarie locali, riteniamo che ci siano sedi ben più adatte per affrontare in modo efficace e dialettico il problema, nè tantomeno lordare con scritte l'asfalto appena steso con blitz notturni; al passaggio del giro saranno presenti probabilmente dei cittadini con la maglietta "VERGOGNA" recanti degli striscioni che ricordano alla popolazione la criticità in cui stanno versando tutti gli ospedali liguri: è recente la notizia di più di 24 ore di attesa di un paziente in un Pronto Soccorso genovese per avere assistenza medica senza poi riceverla.
Riteniamo che le nostre azioni, sostenute dall'appoggio di più di ottomila cittadini del Golfo Paradiso, debbano sempre comunque inscriversi nella legalità, come giustamente ha sottolineato il Sindaco di Recco e nella democraticità apartitica per la sensibilizzazione della popolazione e la diffusione dell'informazione portando avanti comunque quello che più di ottomila cittadini ci hanno chiesto: ottenere la riapertura del Pronto Intervento sulle 24 ore con medico sempre presente in sede e la riapertura dell'ospedale con i suoi reparti.
Oggi come oggi, le liste di attesa per interventi programmati ortopedici, sono passate dai sei mesi ad un anno, continuiamo a non comprendere la necessità di chiudere un ospedale che era in attivo economicamente e sgravava l'utenza di emergenza dei nosocomi genovesi. I posti letto in origine erano 122, con la ristrutturazione si era scesi a 70 per favorire l'eccellenza ortopedica e migliorare il servizio alla cittadinanza. E' facoltà di ogni Regione stabilire la chiusura dei nosocomi al di sotto dei 120 posti letto, in base alle esigenze del territorio; il nostro è un bacino di utenza formato da 7 comuni che assommano circa 100.000 persone in massima parte ultra sessantacinquenni; l'esigenza di questo territorio è di avere un ospedale efficiente e adeguato come era il Sant'Antonio prima della chiusura, l'offerta di un Pronto Intervento Infermieristico con il medico itinerante e il country hospital non offre un' adeguata risposta alle esigenze territoriali e, a nostro avviso, avere un "Pronto Soccorso Ambulante" toglie dignità ai malati proprio nel momento di maggior bisogno. Il ricorso al T.A.R. è un atto dovuto dal Comitato alle migliaia di sostenitori per controllare l'attività dei potenti che arrecano danno e peggiorano la qualità della vita dei cittadini lottando in favore della giustizia.
Il Comitato contro la chiusura dell'ospedale di Recco VERGOGNA!
Valeria Podestà

sabato 30 aprile 2011

1648

Questa mattina, in piazza Nicoloso a Recco si sono raccolte in ultima battuta le firme per l'adesione al ricorso al T.A.R., presenti i nostri due legali Boetto e Fannin affiancati da due colleghi, a cui va il più caloroso ringraziamento per la disponibilità offerta nel seguire i banchetti itineranti e nel patrocinare gratuitamente la causa.
Le firme raccolte sono in tutto 1648, salvo la verifica che faranno la settimana prossima gli avvocati.
Il Comitato ringrazia la cittadinanza per il sostegno manifestato e le offerte fatte, si riunisce oggi per decidere il proseguio delle iniziative.
 Il Comitato pro ospedale - Vergogna
Valeria Podestà

giovedì 28 aprile 2011

Pieve Ligure

Questa mattina sono stati distribuiti a Pieve Ligure dei volantini che invitavano la cittadinanza a firmare per il ricorso al TAR siglati da forze politiche (PDL CDL) arrecanti anche polemiche di natura politica. Il Comitato sottolinea sempre la propria natura democratica e apolitica, refugiando inferenze da parte dei partiti presenti sul territorio, essendo esso un Comitato spontaneo di cittadini senza la presenza di Sindaci o Amministratori Pubblici.
Da tale azione, che ha comportato confusione nell'informazione volta ai cittadini di Pieve, il Comitato prende le distanze lamentando anche l'avvenuta lacerazione dei volantini che erano stati affissi per le vie del paese dal Comitato per informare i cittadini di Pieve sugli orari e le dislocazioni dei due banchetti che questo pomeriggio saranno presenti a Pieve Ligure.
Nonostante la campagna confusionaria a Pieve Ligure hanno firmato 68 cittadini.
Un grazie a Pieve Ligure! 
Continuando a sottolineare la propria natura democratica, il Comitato invita i cittadini di aderire alla raccolta firme eventualmente in ultima battuta, oltre che questo pomeriggio, sabato mattina a Recco dalle 10.00 in poi.
Il Comitato - Vergogna!
Valeria Podestà 

mercoledì 27 aprile 2011

Avegno e dintorni

Grande Avegno, 98 firme che si aggiungono alle 96 di Bogliasco (1 è stata aggiunta oggi pomeriggio nello studio degli avvocati), qui non c'è spazio per le polemiche, che puzzano, ma aleggia l'ottimismo che odora di fragranza, in alcune frazioni di Avegno le corriere terminano a mezzogiorno, in altre non arrivano nemmeno eppure in 98 sono venuti a firmare, l'onda d'indignati cresce e questo è il vero unico dato importante, domani Pieve sia alta che bassa per dare maggiori opportunità e sabato a Recco ci sarà l'ultimo appuntamento.
La gente capisce anche nella confusione generale e il senso di disaffezione dovuto alla nostra vetusta classe politica che ha fatto delle polemiche e dei tagli il loro pane quotidiano non è riuscito ad intaccare il senso d'indignazione che sta dilagando al quale il Comitato ha dato una voce.
Grazie!!
Il Comitato - Vergogna!
Valeria Podestà

mercoledì 20 aprile 2011

QUOTA 633 (185 a Camogli)

Siamo a quota 633 firme!!
Mille stiamo arrivando, meglio delle aspettative, Camogli ha risposto in massa con energia, piano piano sono arrivati in 185, una festa finalmente la festa della democrazia, la popolazione non molla, aumenta di paese in paese facendoci capire che non siamo portavoci di un'utopia ma di una solida necessità.
Si sta aprendo un'epoca nuova sotto i nostri occhi, l'epoca in cui, finalmente, il cittadino dice IO NON CI STO!!!
Noi ci crediamo e continuaiamo
Grazie Camogli, ci hai dato anche oggi la conferma che è giusto andare avanti verso le 1000 firme!
Il Comitato - Vergogna
Valeria Podestà

martedì 19 aprile 2011

88 a Sori mercoledi a Camogli

Sono 88 le firme raccimolate a Sori, 448 in tutto, marciamo, mancano 5 comuni, una festa a 1000, Nonna Rosa aspetta, lei vuol essere la millesima, la dobbiamo accontentare!
Mercoledì dalle 17.30 in poi si firma in piazza Schiaffino a Camogli, possono firmare tutti gli indignati!
Il Comitato - Vergogna!

lunedì 18 aprile 2011

360 firme

360! Tante sono state le firme a Recco in due ore e mezza di raccolta!
E' stata una festa, la gente si accalcava e volevano firmare tutti, per due ore e mezza senza fermarsi un attimo, i due avvocati Fanin Edvige e Boetto Francesco hanno autenticato 360 firme, facendo firmare le tre copie del ricorso al T.A.R.
Alle 21.00 abbiamo chiuso il primo banchetto itinerante con un successo insperato, il Comitato ringrazia la popolazione della partecipazione e del passaparola che ha permesso a 360 cittadini di venire in piazza a firmare contro la chiusura dell'ospedale, tanti commercianti a cui va un ringraziamento particolare perchè ci hanno sostenuto in questi giorni e molti sono venuti a firmare, un grazie a tutti i cttadini giovani e anziani perchè hanno risposto al nostro appello e hanno aspettato pazientemente il loro turno in coda.
Domani il banchetto del Comitato sarà a Sori sempre dalle 18.30 in poi mercoledi a Camogli dalle 17,30 in poi e giovedi dalle 18,30 a Uscio.
Il Comitato aspetta fiducioso che tutti i cittadini del Golfo accorranno come i recchesi a firmare. Per Recco ci sarà un'altra data, sabato 30 dalle 10 alle 12, in piazza.
Grazie cittadini!
Il Comitato - Vergogna!
Valeria Podestà

domenica 17 aprile 2011

Venite a firmare

Lunedi 18 aprile alle ore 18,30 fino alle 21,00, la cittadinanza di Recco è chiamata dal Comitato di occupazione contro la chiusura dell'Ospedale di Recco a venire in piazza del Comune presso il banchetto per sottoscrivere di fronte ai due legali Fanin e Boetto la propria volontà di aderire al ricorso al T.A.R. contro la delibera di chiusura del Sant'Antonio. Per la sottoscrizione sono necessari un documento di identità in corso di validità e il codice fiscale. Di tali documenti se ne farà una fotocopia che rimarrà ai legali per le procedure di legge, ovviamento previo consenso del trattamento dei dati personali.
Il Comitato, unito, invita tutti i cittadini maggiorenni che non condividono la chiusura dell'ospedale a presentarsi numerosi per sostenere il Comitato in questa causa. Nei giorni prossimi il banchetto con la presenza due avvocati si recherà il19 a Sori presso la sede della pro-loco sempre dalle 18,30 in poi; successivamente sarà mercoledi 20 a Camogli dalle 17,30 in poi e giovedi 21 sarà ad Uscio sempre dalle 18,30 in poi.
Tali spostamenti sono stati pensati per poter raggiungere gli abitanti del Golfo Paradiso in ogni singolo Comune perchè l'Ospedale è un bene collettivo comune a tutta l'area, costituita in massima parte da anziani che possono avere difficoltà logistiche di spostamenti. La settimana dopo Pasqua il Comitato si recherà martedi 26 a Bogliasco, mercoledi 27 ad Avegno, giovedi 28 a Pieve Ligure sempre nel solito orario dalle 18,30 in poi.
Il Comitato compatto, crede fermamente nella massiccia solidarietà e nella volontà di ogni singolo cittadino di poter agire contro l'ingiustizia subita con la chiusura del Pronto Intervento e dei letti di medicina.
Il Comitato - VERGOGNA!
Valeria Podestà

sabato 16 aprile 2011

Il Comitato pro ospedale di Recco ha deciso di ricorrere al T.A.R. allo scopo saranno istituiti dei banchetti itineranti a partire da lunedi 18 con Recco,dalle 18.30 alle 20.30, 19 Sori,dalle 18.30 alle 20.30, 20 Camogli dalle 17.30 alle 20.30, 21 Uscio dalle 18.30 alle 20.30 e la settimana successiva negli altri tre Comuni con date e orari da stabilire.
Nei banchetti saranno presenti i due legali che patrocineranno gratuitamente il Comitato nella causa al T.A.R. avvocato Fanin Edvige dello studio Manzitti e avvocato Boetto dello studio Granara allo scopo di procedere all'autenticazione delle firme, sarà necessario presentarsi muniti di carta d'identità e tesserino sanitario per sottoscrivere il mandato legale di rappresentanza nella causa legale.
Il Comitato crede che tutti coloro che si sono già firmato nei giorni passati vogliano ora aderire alla causa intrapresa, il numero è fondamentale.
Il Comitato
Vergogna!