Altrettanto troviamo strano e poco ortodosso che le persone in questione sedicenti dimissionarie (come sancito da autorevole quotidiano locale, leggi secolo xix) abbiano avuto un incontro con il Sindaco di Recco nella mattinata odierna per problemi inerenti il comitato, il tutto ad insaputa dello stesso , ma anzi le due “passionarie” all’arrivo prossime all’appuntamento con il Sindaco, hanno cercato di rimanere in incognito tanto che sono entrate nel comune di Recco dall’entrata secondaria e non da quella principale, quella che vede schierati i volontari del comitato di Recco con il gazebo a raccogliere adesioni e fondi volontari per il contenzioso al TAR.
Il comitato di Recco, vorrebbe una volta per tutte tentare di sgombrare il campo da ogni possibile e probabile malinteso, quindi con forza ribadiamo che il comitato è una forza comune entro la quale può accedere chiunque abbia voglia di portare un contributo, il comitato non è prerogativa di nessuno, e nessuno può farne una prerogativa per scopi personali o di parte, in oltre:
· IL COMITATO CONTINUA A SOSTENERE CON FORZA LAQ NECESSITA’DI RIAPRIRE UN PRIMO INTERVENTO CON LA PRESENZA NELLO STESSO DI PERSONALE MEDICO E INFERMIERISTICO.
· IL COMITATO PROSEGUE LA RACCOLTA DELLE ADESIONI E FONDI VOLONTARIE AL FINE DI POTER PERSEGUIRE LE VIE LEGALI CONTRO LA DELIBERA REGIONALE DI CHIUSURA DELL’OSPEDALE S.ANTONIO DI RECCO.
· IL COMITATO DICHIARA CON LA MASSIMA FERMEZZA FORTE DELLA SUA COESIONE E COMPATTEZZA, DI PROSEGHUIRE AD OLTRANZA LA PROTESTA CONTRO LA DECISIONE DI CHIUDERE L’OSPEDALE DI RECCO.
· IL COMITATO INTENDE RIPRENDERE A BREVE UNA SERIE DI INIZIATIVE DI PROTESTA DEMOCRATICHE E PACIFICHE INERENTI LA CHIUSURA DEL S.ANTONIO.
Il comitato di Recco
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